«poesie sparse» non appare come una semplice raccolta di componimenti, ma come un unico grande poema che si sviluppa pagina dopo pagina. Come è nato questo progetto e quale filo invisibile tiene unite le tue poesie?
«poesie sparse» rimane nel solco di una esplorazione. Rifugge retoriche di qualsiasi genere e si pone come attraversamento. La poesia si abita nella considerazione che in quel luogo immaginato e vissuto nella realtà, con coerenza, l’elemento più importante rimane la sua soglia.
Il processo di individuazione dei contenuti è assolutamente in simbiosi con le forme della poesia intese nella loro funzione verbale, sonora, visiva. Una poesia senza la voce e il suono di ogni suo lemma non esprime nel pieno delle sue caratteristiche la sua funzione. Dunque forma e sostanza non solo sono osmosi, ma risultano elementi costitutivi ed esistenziali della poesia stessa.
Inoltre, un elemento ulteriore risiede in ciò che affermava Giuseppe Ungaretti: senza il mistero non esisterebbe poesia. Nelle sue profondità, tuttavia, si schiude la possibilità di decifrarne almeno qualche sfaccettatura. Mi sono mosso entro questa visione, senza considerarla un punto di partenza né di arrivo.